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Fabrizio Bellomo – Armando Perna

Fabrizio Bellomo – Armando Perna

18 aprile – 28 giugno 2025
EXHIBITION EXHIBITION EXHIBITION
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CEMENTO

VOGA Art Project è felice di invitarvi venerdì 18 aprile dalle ore 19:00 all’inaugurazione di CEMENTO, mostra bipersonale di Fabrizio Bellomo e Armando Perna che apre la programmazione 2025 dello spazio. 

Nel Mediterraneo il cemento resiste come rovina e promessa. Residuo di utopie moderniste, ma anche traccia viva di fragilità strutturali che accomunano sponde e aree interne: materia porosa, attraversata da tensioni, fallimenti, attese. CEMENTO è un’indagine visiva su queste architetture sospese, forme del non-finito che punteggiano il paesaggio come testimonianze concrete di un futuro mancato ma mai del tutto abbandonato. Dispositivo ideologico e archivio di immaginari progettuali, il cemento è capace di riattivarsi attraverso usi minimi, sguardi obliqui, gesti quotidiani.

In mostra, frammenti di lavori, materiali parziali, visioni in divenire non si presentano come corpi chiusi ma si sovrappongono, si mescolano, si rispondono. Realizzate tra Albania, Calabria e Libano – geografie segnate da discontinuità non solo architettoniche ma anche politiche e simboliche – le opere compongono un paesaggio in cui il cemento è sintomo di temporalità spezzate, promesse sistemiche non mantenute, vite sospese tra attesa e sopravvivenza. Ne nasce una narrazione stratificata e mobile, che non descrive ma scava, mettendo in tensione rovina e possibilità.

In Presente Infinito (2015 – in corso), Perna guarda alla Calabria come a un “paesaggio interiore”: un sistema di fratture, lentezze e silenzi, dove il cemento segna la soglia tra permanenza, precarietà e sparizione. Un dialogo sotterraneo collega questa visione a Ksamil (2009) di Bellomo, che documenta edifici dichiarati abusivi lungo la costa albanese, parzialmente demoliti e riabitati. 

Scheletri architettonici che si offrono a nuovi usi, presenze informali, forme impreviste di permanenza. Lo stesso slittamento tra rovina e sopravvivenza attraversa anche The Twilight World (2013 – 2018), in cui Perna fotografa Beirut e il campo profughi di Shatila: un’urbanità compressa, stratificata, dove costruzione e crollo coincidono. In tutte queste immagini, il cemento non separa più l’abitare dal cedere, ma li tiene insieme. Non crolla: muta. Assorbe le crisi, le rifrange. E’ superficie del fallimento, ma anche terreno per nuove, fragili, narrazioni.

Nello spazio esterno, il dialogo si spinge oltre il dato immediatamente fotografico. Qui prende forma la serie Case (2024 – in corso) di Perna, che prosegue e trasforma la lunga ricerca avviata con Presente Infinito. Le opere – light-box con stampe di modelli 3D – nascono da ruderi esistenti in Calabria, inizialmente ricostruiti in scala reale poi tradotte in immagini digitali: architetture replicate, sospese tra archivio e immaginazione, documento e possibilità.

In questa costellazione si inserisce Mirto, video-proiezione tratta dall’installazione a due canali ‘Nziembru (2024) di Bellomo: uno
screen recording della modellazione digitale della propria casa non-finita in Calabria, realizzata in collaborazione con Perna.


CEMENTO non racconta una storia lineare: attraversa paesaggi, li mette in relazione, li fa risuonare. Ciò che resta non è solo rovina, ma condizione vivente da cui ripensare – ostinatamente – il costruire, l’abitare, il tempo.

 

 

La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno 2025.

Si ringrazia Galleria Indice, Milano, per il supporto.

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Biografie

Fabrizio Bellomo è nato a Bari nel 1982. Ha partecipato alla 16ma Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia con il progetto “Villaggio Cavatrulli”. Con il film “Commedia all’Italiana” ha vinto il Premio Speciale della Giuria al 39mo Torino Film Festival. Fra gli ultimi progetti, la personale ‘Nziembru alla Fondazione Elpis di Milano nel 2024 e nel 2025 l’installazione pubblica “Abito Mari” alla Fondazione Menna di Salerno.

Armando Perna è un fotografo documentario. A partire dal 2011 segue le ultime fasi dei lavori di ammodernamento dell’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, infrastruttura critica per il sud Italia e per la Calabria in particolare, che porteranno nel 2015 all’inaugurazione dell’Autostrada del Mediterraneo. La ricerca sul paesaggio calabrese proseguirà negli anni successivi, confluendo
nel progetto “Presente Infinito”, pubblicato nel 2023 con Rubbettino editore. Dal 2013 al 2018, lavora al progetto “The twilight world”, sul campo palestinese di Shatila, sul tema della condizione di marginalità economica, sociale e istituzionale della popolazione palestinese in Libano, e di come questa si rifletta nello spazio urbano. Nel 2022 è tra gli artisti selezionati per la residenza In-ruins. Nel 2023, grazie ad una residenza presso il Misk art institute di Riyadh, avvia una ricerca sullo sviluppo urbanistico della città.

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